A Gaza l'orrore non sembra aver mai fine. La Mezzaluna Rossa Palestinese (Prcs) si è detta 'scioccata' dopo il ritrovamento del corpo smembrato di Anwar Abdel Hamid al-Attar, capo della missione di soccorso scomparsa una settimana fa a Tal as-Sultan, a sud di Rafah. Sul luogo - scrive Al Jazeera - sono stati scoperti anche ambulanze e autopompe distrutte, sepolte sotto le macerie e irriconoscibili. In una dichiarazione, la Prcs - secondo la quale sono in tutto 9 i soccorritori che mancano all'appello - ha affermato che sono stati rinvenuti pezzi di equipaggiamento lacerati, appartenenti alla squadra scomparsa.
Testimoni citati dall'emittente affermano che l'intera squadra è stata giustiziata e sepolta dall'esercito israeliano. L'Idf ha già ammesso di aver colpito ambulanze. Una notizia che giunge mentre continuano i bombardamenti e gli ordini di sfollamento emessi dall'Idf, il bilancio dei palestinesi uccisi da Israele dopo la rottura del cessate del fuoco il 18 marzo continua a crescere: finora 921. La milizia islamica ha intanto pubblicato un video in cui appare di nuovo l'ostaggio Elkana Bohbot, rapito al festival Nova. Questo mentre sul fronte diplomatico lo stallo continua. Fonti egiziane, tuttavia, dicono che ci sarebbe una proposta per sospendere le ostilità per l'Eid al-Fitr, la festa che segna la fine del Ramadan, per poi concordare una tregua più ampia. Un funzionario israeliano ha detto al sito Walla che Hamas avrebbe accettato di rilasciare cinque ostaggi in vita in cambio di 50 giorni di tregua a partire dall'Eid. Israele ha confermato di aver ricevuto una proposta dai mediatori, senza fornire dettagli. Il giorno dopo la sparizione dei soccorritori, l'agenzia di protezione civile di Gaza aveva dichiarato in una nota di non aver più notizie di un team di sei persone, inviato con urgenza a Tal al-Sulta, dove c'erano morti e feriti. Basem Naim, membro dell'ufficio politico di Hamas (che ieri notte aveva già dato la notizia del ritrovamento di corpi), ha accusato Israele di aver compiuto "un massacro deliberato e brutale contro le squadre della Difesa Civile e della Mezzaluna Rossa Palestinese nella città di Rafah".
"L'uccisione mirata di soccorritori, protetti dal diritto umanitario internazionale, costituisce una flagrante violazione delle Convenzioni di Ginevra e un crimine di guerra". L'esercito israeliano ha ammesso di aver sparato contro ambulanze nella Striscia di Gaza dopo averle identificate come "veicoli sospetti". L'Idf aveva già dichiarato di avere "aperto il fuoco contro i veicoli di Hamas ed eliminato diversi terroristi di Hamas". "Pochi minuti dopo, altri veicoli avanzavano in modo sospetto verso le truppe" che "hanno risposto sparando verso i veicoli sospetti, eliminando un certo numero di terroristi di Hamas e della Jihad islamica". "Dopo un'indagine iniziale - aveva aggiunto - è stato accertato che alcuni dei veicoli sospetti erano ambulanze e camion dei pompieri", condannando quello che sostiene essere "l'uso ripetuto di mezzi di soccorso" da parte di "organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza". In serata poi l'esercito ha fatto sapere di aver ampliato la sua offensiva terrestre nel sud della Striscia.
Le truppe sono entrate nel quartiere di al-Jneina a Rafah, nell'ambito di un'iniziativa volta ad ampliare una zona cuscinetto lungo i confini. Sono state demolite infrastrutture di Hamas, è stato riferito. Nel frattempo non cessano neanche le violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania, coperti dall'esercito e dalla polizia israeliana. Una quindicina di loro hanno attaccato il villaggio palestinese di Jinba, vicino a Masafer Yatta nella Cisgiordania occupata, picchiando i residenti con bastoni e sassi. Le riprese di una telecamera di sicurezza mostrano coloni mascherati, alcuni armati, aggredire una famiglia palestinese e ferire diverse persone, tra cui un sedicenne in terapia intensiva. Nella stessa Jinba, è stata vandalizzata una scuola palestinese. Oltre 20 palestinesi sono stati arrestati per aver lanciato pietre, ma nessun colono.
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