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Tudor lancia la sfida: 'Niente scuse, credo nella Juve'

Tudor lancia la sfida: 'Niente scuse, credo nella Juve'

Sabato match col Genoa: 'Partiamo bene e i tifosi ci seguiranno'

TORINO, 27 marzo 2025, 19:13

Redazione ANSA

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Tudor - RIPRODUZIONE RISERVATA

Tudor - RIPRODUZIONE RISERVATA

Ieri e domani non esistono nel vocabolario di Igor Tudor, per il nuovo allenatore della Juventus esiste soltanto l'oggi.

"Vivo sempre il presente, anche nella vita di tutti i giorni, e avere 10 anni di contratto non mi cambierebbe nulla - dice nel giorno della sua presentazione - perché non si può controllare il futuro: se mi sento che è giusto proseguo, se sento che non è giusto vado a casa". Per il croato, tornare a vestire il bianconero è una soddisfazione enorme: "Le emozioni ci sono, ma non solo per la Juve perché è un club che tutti vorrebbero allenare - aggiunge - e ho tanta voglia di lavorare, di far bene e di raggiungere gli obiettivi".

 

E il primo, il più grande di tutti, è conquistare un posto in Champions che è una missione alla portata, ma serve un'accelerata: "Credo in questa Juve e ci sono tanti giocatori forti, non ci sono scuse e cerco responsabilità dai giocatori" il messaggio mandato allo spogliatoio. Poi, però, non si può soltanto 'bastonare', ma serve anche qualche coccola per ripartire con il piede giusto: "Quando sei alla Juve non frega niente se sei giovane o vecchio, devi vincere e crescere in fretta - dice Tudor che poi cambia tono - ma dobbiamo dare positività senza ansia: metteremo il casco per pedalare, con la pressione che sappiamo qual è". Il croato regala anche momenti di grande juventinità, portando alcuni esempi e raccontando retroscena dei suoi anni vissuti sotto la Mole da calciatore: "Se mi parlate di Lippi mi viene in mente la Juve, poi serve l'umiltà dei grandi campioni come Zidane e Del Piero - spiega in conferenza stampa - perché ricordo due episodi: ero un ragazzino ed era il mio turno terapie ma vidi Zizou, volevo farlo passare e lui lasciò andare me; Alex, invece, vide che lanciavo i calzini per terra e mi disse di non buttarli così perché Romeo (il magazziniere dell'epoca, ndr) avrebbe dovuto sistemarli, e a me non costava nulla metterli a posto". Adesso c'è da ricreare quello spirito e quel dna bianconero, Tudor ha già alcuni punti fermi da cui ripartire: "Locatelli sarà il capitano, ha le doti giuste - l'annuncio del tecnico -, mentre Vlahovic è fortissimo, sono contento di allenarlo: può giocare con o senza Kolo Muani, di certo l'importante è avere grandi giocatori. Koopmeiners e Yildiz? Sono molto forti, sono tra quelli che devono fare gol e cercherò la posizione per farli rendere al meglio.

E poi c'è Thuram: ho sentito suo papà Lilian, mi ha detto che posso tirargli uno schiaffo se non si comporta bene (ride, ndr)". Non poteva mancare un messaggio ai tifosi, con la squadra che sabato tornerà allo Stadium dopo la disfatta per 0-4 contro l'Atalanta e i venti di contestazione dell'ultimo periodo: "I tifosi sono sempre stati importanti e ci sarà un bel supporto: il club si ama, lo hanno sempre dimostrato - dice Tudor - e i ragazzi ci tengono, partiranno bene". Sabato di fronte ci sarà il Genoa, "Ci aspetta una sfida difficile contro una squadra pericolosa - la presentazione dell'appuntamento da parte del tecnico bianconero - e guidata da un allenatore bravo e capace come Vieira: li rispettiamo, ma siamo anche consapevoli dei nostri mezzi".

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