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Una neuroprotesi dà voce alle persone paralizzate

Una neuroprotesi dà voce alle persone paralizzate

Sperimentata su una donna di 47 anni, usa l'IA

03 aprile 2025, 09:45

di Benedetta Bianco

ANSACheck
Una nuova neuroprotesi permette di dare voce a persone paralizzate che non possono parlare (fonte: pixabay) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Una nuova neuroprotesi permette di dare voce a persone paralizzate che non possono parlare (fonte: pixabay) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Una nuova neuroprotesi permette di dare voce, praticamente in tempo reale, a persone paralizzate che hanno perso la possibilità di parlare: è stata testata su una donna tetraplegica di 47 anni che non è stata più in grado di emettere suoni dopo un ictus avuto 18 anni fa, e utilizza un algoritmo di Intelligenza Artificiale simile a quelli che sono alla base di dispositivi come Alexa e Siri. Lo studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, guidato da Università della California a Berkeley e Università della California a San Francisco, costituisce un notevole passo avanti rispetto alle neuroprotesi disponibili attualmente, alle quali occorre molto più tempo per decodificare i segnali cerebrali e tradurli in parole.

Grazie ad elettrodi impiantati sulla superficie cerebrale, il dispositivo prende i dati generati dalla corteccia motoria, la parte del cervello che controlla la produzione del linguaggio, e usa poi l’IA per tradurli. “Stiamo essenzialmente intercettando i segnali quando passano dal pensiero all’articolazione dei suoni”, afferma Cheol Jun Cho di entrambi gli Atenei, che ha guidato lo studio insieme a Kaylo Littlejohn: “Stiamo decodificando il momento successivo al pensiero, dopo che abbiamo deciso cosa dire, dopo che abbiamo deciso quali parole usare e come muovere i muscoli responsabili”.

Questa interfaccia cervello-computer produce i suoni entro 1 solo secondo dal momento in cui il paziente pensa cosa dire ed è in grado di continuare il lavoro di decodifica senza interruzioni, in modo da produrre un discorso più naturale. Inoltre, la maggiore velocità non è andata a scapito della precisione: il dispositivo fornisce la stessa accuratezza di quelli precedenti, che non effettuano ‘streaming’ in tempo reale. I ricercatori stanno anche lavorando sull’espressività della voce prodotta, in modo da riflettere i cambiamenti di intonazione e intensità che si verificano normalmente quando parliamo.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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