MODENA, 18 MAR - Generavano crediti di imposta inesistenti da cedere a terzi, dando vita così a una maxi frode finanziaria, anche sfruttando le alluvioni del 2023 in Emilia-Romagna. Secondo le accuse il principale indagato continuava a portare avanti i traffici illeciti pur essendo già ai domiciliari per altro procedimento. Su delega della procura di Modena i militari del Comando provinciale della Guardia di finanza hanno dato esecuzione all'ordinanza di misura cautelare personale della custodia in carcere nei confronti di un noto imprenditore di Mirandola, operante nel settore della somministrazione di manodopera, e reale fino alla concorrenza di circa 2,6 milioni di euro nei confronti di 4 società e di 6 indagati, emessa dal gip del Tribunale di Modena.
L'ipotesi di reato è quella di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di indebite compensazioni di crediti inesistenti, riciclaggio, autoriciclaggio, falso in bilancio e abusivismo finanziario. Il provvedimento scaturisce da una complessa indagine nell'ambito di un procedimento penale che vede indagate complessivamente 32 persone e coinvolte 18 società.
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