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'Nessuna rissa, archiviare Fedez per il caso Iovino'

'Nessuna rissa, archiviare Fedez per il caso Iovino'

La richiesta Pm. Il rapper definito Bimbominkia, prosciolata Selvaggia Lucarelli

MILANO, 03 aprile 2025, 10:24

Redazione ANSA

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Non ci fu uno scontro tra gruppi contrapposti, bensì un gruppo contro un'unica persona offesa".

È questa la motivazione con cui la Procura di Milano aveva chiesto a febbraio di archiviare l'indagine per rissa a carico di Fedez per il presunto pestaggio del personal trainer Cristiano Iovino. Per la pm Michela Bordieri, infatti, "non sono emersi elementi" volti configurare il reato e ora la decisione finale spetterà a un gip. Quanto alle percosse, soltanto ipotizzabili poiché agli atti non vi sono certificati medici che stabiliscano con certezza eventuali lesioni, la sostituta procuratrice osserva che "non risulta essere stata sporta idonea querela".

L'istanza di archiviare l'inchiesta è stata poi avanzata anche per Christian Rosiello, ex bodyguard di Fedez e ultrà rossonero a sua volta indagato per l'episodio della presunta aggressione al personal trainer avvenuta nell'aprile del 2024. I filmati di quella notte sono stati proiettati proprio martedì in aula nel processo a carico di tre tifosi milanisti, tra cui lo stesso Rosiello, finiti al centro della maxi inchiesta sulle curve di San Siro. La lite, stando a quanto ricostruito nelle indagini, sarebbe cominciata all'interno della nota discoteca milanese The Club per poi concludersi in via Traiano, nei pressi dell'abitazione di Iovino, quando Fedez, la sua guardia del corpo e altre persone erano arrivate a bordo di un van e avevano aggredito il 37enne.

Lo scorso maggio il rapper e il personal trainer avevano raggiunto un accordo transattivo in base al quale Iovino rinunciava ad eventuali azioni penali nei confronti dell'artista. In attesa della decisione del Gip, Fedez si è visto dire no da un altro giudice. Il rapper aveva infatti querelato per diffamazione Selvaggia Lucarelli per averlo definito 'Bimbominkia', ma il giudice della seconda sezione penale del Tribunale di Milano Giuseppe Cernuto ha prosciolto la giornalista in udienza pre dibattimentale ritenendo che l'espressione usata non fosse offensiva. "La cosa tristemente divertente di questa vicenda - ha commentato Lucarelli, assistita dall'avvocata Barbara Indovina, sul suo profilo Instagram - è immaginare di dover scomodare giudici, tribunali e avvocati per una cosa del genere. E poi rimproverare i giornalisti di occuparsi di sciocchezze come pestaggi da parte della criminalità milanese".

 

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