"Stiamo facendo il possibile per
accelerare i tempi dell'adesione dei Balcani occidentali
all'Unione europea". Lo ha detto il ministro degli Esteri
Antonio Tajani intrattenendosi con i giornalisti al suo arrivo
all'Ince (Iniziativa centro europea) precisando che si tratta di
"una priorità politica del governo". "Lavoriamo perché i Balcani
possano stabilizzarsi, c'è qualche preoccupazione per la Bosnia
Erzegovina - ha proseguito - ma stiamo facendo di tutto perché
possa esserci una presenza italiana e europea sempre più forte
in questa parte d'Europa".
"Noi italiani, noi europei vogliamo che i Balcani siano
quella parte d'Europa che si ricongiunge all'Unione. Preferisco
il termine riunificazione più che allargamento", ha aggiunto
Tajani. I Balcani Occidentali sono, ha spiegato, "Paesi ai quali
è stato impedito di essere europei a causa della dittatura che
li ha tenuti fuori dagli aspetti fondativi. La caduta del muro,
poi, ha fatto fare passi in avanti".
In questo momento "in cui si parla tanto di dazi di export,
anche dagli studi del Piano di azione presentato dal governo per
il rafforzamento delle esportazioni italiane, che ci permetta di
raggiungere i 700 miliardi di export entro la legislatura, ma
anche per gli attuali 623 e mezzo, non si può che guardare con
attenzione ai Paesi dei Balcani che possono essere vere
opportunità di internazionalizzazione del nostro Paese", ha
rimarcato poi Tajani. Il ministro è del parere che la presenza
dei Paesi dei Balcani nel mercato europeo significhi "anche una
grande opportunità, per loro e per noi italiani". Questo vale
per Montenegro, Kosovo, Bosnia Erzegovina, Albania, Macedonia
del Nord. Noi italiani - ha proseguito - abbiamo una presenza
militare importante in questa parte d'Europa, non sono solo per
sventolare la bandiera ma perché sono avamposti di una
partecipazione sempre più forte dell'Europa e dell'Italia nel
contesto dei Balcani". In questo senso, il "lavoro dell'Ince è
fondamentale".
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