Nel Myanmar ancora sconvolto dagli effetti del devastante terremoto di magnitudo 7.7, la giunta militare al potere dal 2021 ha mostrato il suo volto più duro bombardando un convoglio di aiuti in transito da una zona controllata dai ribelli, salvo poi annunciare un cessate il fuoco temporaneo. Una violenza che stride con un Paese che continua ad aggiornare al rialzo il bilancio delle vittime, mentre aumenta la disperazione dei sopravvissuti rimasti con pochissimi aiuti umanitari.
Il sisma ha raso al suolo edifici in tutto il Myanmar, uccidendo quasi 3.000 persone, provocando 4.639 feriti e lasciando migliaia senza casa. Ma con le comunicazioni che funzionano a singhiozzo, la piena portata del disastro deve ancora essere chiara e il bilancio dei morti è destinato a salire. La giunta ha affermato che avrebbe osservato una tregua fino al 22 aprile per facilitare gli sforzi di soccorso, ma l'annuncio è arrivato nello stesso giorno in cui i militari hanno aperto il fuoco contro un convoglio che stava portando aiuti nelle zone colpite dal sisma: secondo l'Esercito di liberazione nazionale Ta'ang, citato dalla Bbc, le truppe militari hanno sparato contro un convoglio di 9 veicoli utilizzando mitragliatrici pesanti mentre attraversava la cittadina di Naung Cho, nello stato settentrionale di Shan, diretto a Mandalay. I ribelli hanno affermato che il convoglio aveva informato la giunta del suo percorso, ma l'esercito ha negato.
Il governo, annunciando il cessate il fuoco, ha fatto sapere che "l'obiettivo è quello di accelerare gli sforzi di soccorso e ricostruzione e mantenere la pace e la stabilità". Tuttavia, l'esercito ha avvertito i suoi oppositori, una complessa schiera di gruppi armati pro-democrazia e di minoranze etniche, che avrebbe comunque risposto ad attacchi, atti di sabotaggio o "raduni, organizzazioni ed espansioni di territorio che avrebbero minato la pace".
Intanto gli sforzi dei soccorritori nella speranza di trovare sopravvissuti sono stati ripagati quando un ragazzo è stato estratto vivo dalle macerie di un hotel, cinque giorni dopo il sisma. Il 26enne è stato salvato dalle rovine dell'edificio nella capitale Naypyidaw. Sul fronte degli aiuti, la comunità internazionale continua la sua mobilitazione: la Commissione europea ha annunciato l'invio di un nuovo ponte aereo umanitario "per consegnare aiuti salvavita con 18 tonnellate di rifornimenti Ue". In particolare, "assistenza all'infanzia, aiuti e forniture sanitarie e igieniche, fornite all'Unicef e ad altri partner umanitari dell'Ue, e stiamo anche inviando 12 esperti dai Paesi dell'Ue con il meccanismo di protezione civile a Bangkok e Kuala Lumpur per operazioni di soccorso", ha spiegato la portavoce della Commissione europea Eva Hrncirova. E "questo si aggiunge ai 3 milioni di euro di aiuti di emergenza iniziali e alle nostre mappe satellitari Copernicus che abbiamo già fornito. Garantire l'accesso agli operatori umanitari è fondamentale. Quindi invitiamo tutte le parti in conflitto a rispettare il diritto internazionale umanitario", ha sottolineato la funzionaria Ue.
Anche l'Italia ha fatto la sua parte: la Farnesina ha deliberato un contributo di emergenza di 2 milioni di euro a favore della Federazione Internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICROSS), prontamente disposto attraverso la Cooperazione per la fornitura di aiuti immediati e assistenza alle comunità più colpite dal terremoto. In questo contesto, il leader della giunta militare Min Aung Hlaing ha annunciato che domani parteciperà comunque a Bangkok a un vertice dei Paesi dell'Asia meridionale, tra cui Myanmar e Thailandia, dove discuterà della risposta al terremoto.
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