Da oggi diventano 56 le
lingue di Vatican News con l'aggiunta di quella azera. Per il
prefetto apostolico dell'Azerbaigian, monsignor Vladimir Fekete,
si tratta di un'iniziativa per rafforzare la fede e divulgare la
verità. "Ogni lingua è importante - afferma Paolo Ruffini,
Prefetto del Dicastero per la Comunicazione - nell'edificio di
pietre vive che costruiamo giorno dopo giorno".
Vatican News aggiunge dunque la lingua azera alla sua offerta
informativa da oggi, nel ventesimo anniversario dalla morte di
San Giovanni Paolo II, il primo Papa a visitare l'Azerbaigian.
"Nella sua omelia a Baku, il 23 maggio del 2002 - ricorda mons.
Fekete - San Giovanni Paolo II ha sottolineato che la piccola
comunità cattolica nel Paese deve essere lievito e anima della
società. I mezzi di comunicazione nel mondo odierno sono sempre
di più uno strumento potente per divulgare la verità e così
supportare la speranza dell'umanità e irrobustire la fede dei
credenti". Monsignor Fekete che ha supportato il progetto, in
collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione, spiega che
"la maggioranza dei cattolici locali in Azerbaigian non parla
altre lingue e le informazioni dalla vita della Chiesa
universale vengono cercate spesso usando fonti non sempre
attendibili. Per questo motivo abbiamo pensato di avviare questa
iniziativa con Radio Vaticana-Vatican News per sostenere la
conoscenza e irrobustire la fede". "La lingua azera - aggiunge -
non è solo l'idioma parlato nello Stato della Repubblica
dell'Azerbaigian, ma è anche quello parlato da circa 30 milioni
di azeri che vivono in tutto il mondo".
Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione,
ribadisce che "ogni tessuto è fatto di piccoli fili intrecciati.
Così è fatto anche il nostro sistema di comunicazione che da
oggi parla anche azero grazie alla collaborazione di monsignor
Vladimir Fekete e della prefettura Apostolica dell'Azerbaigian.
Ogni lingua è importante nell'edificio di pietre vive che
costruiamo giorno dopo giorno. Nel suo viaggio a Baku, a ottobre
del 2016, Papa Francesco elogiò la piccola comunità di cattolici
azeri paragonandola alla piccola comunità di periferia rinchiusa
nel Cenacolo quando dal Cielo discese lo Spirito Santo.
Aggiungere alle tante altre lingue di Vatican News anche la
lingua azera significa per noi testimoniare che nella Chiesa non
c'è grande e non c'è piccolo". "Vatican News in lingua azera -
spiega il Direttore editoriale dei media vaticani Andrea
Tornielli - rappresenta un contributo non soltanto per la
diffusione della parola del Papa ma anche per il dialogo fra le
religioni: il messaggio di pace del Successore di Pietro, in un
mondo sconvolto da guerre e violenza, è un ponte verso tutti
coloro che non si arrendono al clima di chiusura e di odio ma
cercano di costruire percorsi di incontri, conoscenza reciproca
e fraternità". "La presenza nei Media Vaticani della lingua
azera è molto importante, perché - sottolinea Massimiliano
Menichetti, Vicedirettore editoriale Responsabile di Radio
Vaticana Vatican News - consente a milioni di persone un
collegamento diretto con il Papa, la vita della Chiesa
universale e l'informazione della Santa Sede".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA