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Wojtyla: il card. Bergoglio elogiava la sua coerenza

Wojtyla: il card. Bergoglio elogiava la sua coerenza

L'omelia pronunciata dopo la morte di Giovanni Paolo II

CITTÀ DEL VATICANO, 02 aprile 2025, 10:47

Redazione ANSA

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Il cardinale argentino Jorge Bergoglio, oggi Papa Francesco, nell'omelia del 4 aprile 2005, due giorni dopo la morte di Giovanni Paolo II, ne esaltò la coerenza. "Ricordiamo un grande maestro di coerenza", "Giovanni Paolo II era semplicemente coerente, non ingannava mai, non mentiva mai, non si sottraeva mai alle proprie responsabilità", si legge nel documento pubblicato dai media vaticani.
    "Giovanni Paolo II comunicava con il suo popolo con la coerenza di un uomo di Dio, con la coerenza di qualcuno che trascorreva lunghe ore ogni mattina in adorazione". "La coerenza non si acquisisce, non si insegna in nessuna università.
    L'integrità si forma nel cuore - diceva Bergoglio in quella omelia - attraverso l'adorazione, attraverso l'unzione per servire gli altri e attraverso l'integrità della condotta, senza bugie, senza inganno, senza falsità". "Ricordiamo l'uomo coerente che una volta ci disse che il mondo non ha bisogno di insegnanti ma di testimoni, e l'uomo coerente è un testimone. È una persona che si impegna fino in fondo e che conferma con tutta la sua vita e trasparenza ciò che predica".
    Sempre parlando del Papa polacco, il cardinale di Buenos Aires concluse: "Quest'uomo, guidato da pura integrità, si è sporcato le mani salvandoci dal massacro fratricida; quest'uomo coerente prendeva con gioia i bambini tra le braccia perché credeva nella tenerezza. Quest'uomo coerente si rivolgeva spesso ai senzatetto di Piazza Risorgimento per parlare con loro e offrire loro nuove condizioni di vita. E una volta ripresosi dal tentato assassinio, chiese il permesso di recarsi in prigione per parlare con l'uomo che aveva tentato di ucciderlo".
   

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