"L'amore è generalmente
sconsiderato. Forse si può persino dire che più e sconsiderato,
più è grande". Lo scriveva Karol Wojtyla in una delle sue opere
letterarie e teatrali scritte tra il 1938 e il 1946. Negli
stessi scritti giovanili si legge: "L'amore è folle. Qualcosa
comincia a salire nel petto, arriva alla gola, poi si offuscano
gli occhi (no, non è frutto della mia immaginazione), una nebbia
vera e propria, una marea di lacrime trattenute dalle ciglia".
Sono alcuni dei testi inediti, poetici e spirituali,
pubblicati nel libro "La meta è la felicità", a cura di Marina
Olmo (per le edizioni Ares). Sono 366 pensieri, uno al giorno,
ritrovati negli archivi di quando era sacerdote o professore
universitario. "Non si può comprendere fino in fondo san
Giovanni Paolo II - scrive Papa Francesco nella prefazione - se
non si conosce Karol Wojtyla, cioè l'origine di questo Santo
Papa, se non si scopre la sua personalità, la sua opera, la sua
attività e i suoi insegnamenti come uomo, sacerdote, vescovo e
cardinale, il suo rapporto privilegiato con i giovani, la sua
paternità nei loro confronti e il dramma della sua vita, durante
la quale ha perso uno dopo l'altro tutti i suoi familiari".
I pensieri di Wojtyla, che non erano mai stati
precedentemente pubblicati, affrontano tanti temi: dall'arte
alla castità, dalla guerra all'evangelizzazione.
"San Giovanni Paolo II - Karol Wojtyla è stato un nostro
professore, uno di noi. Ha lavorato all'Università Cattolica di
Lublino per oltre 24 anni", ricorda nell'introduzione il rettore
Miroslaw Kalinowski. "Sono convinto che grazie a questo libro il
nostro professore sarà più vicino ai lettori, così come lo era
ai suoi studenti e colleghi della nostra università".
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