GIUSEPPE GARGANI INTERVISTATO DA
DANIELE MORGERA, LE MANI SULLA STORIA. COME I MAGISTRATI HANNO
PROVATO A (RI)FARE L'ITALIA (Rubbettino, pp.166, 16 euro). I
retroscena di Mani Pulite, una magistratura che da "Ordine"
diventa "Potere" e una politica che si è piegata passivamente,
accettando di perdere il proprio ruolo. Ma anche le mosse della
sinistra, le inchieste sulla mafia, il terremoto in Irpinia, la
nascita della Seconda Repubblica e l'evoluzione della politica
italiana. E' un vero e proprio viaggio dentro la storia recente
del nostro Paese il libro "Le mani sulla storia", edito da
Rubbettino, in cui l'ex presidente della Commissione Giustizia
Giuseppe Gargani viene intervistato dal giornalista Rai Daniele
Morgera. Il libro, con la prefazione di Andrea Covotta, prende
le mosse da un incontro segreto, quello di Gargani con il pool
di Milano (Francesco Saverio Borrelli, Gherardo Colombo e
Piercamillo Davigo): "Mi dissero subito che il mio nome non era
nei dossier, ma il messaggio era chiaro: Mani Pulite non si
sarebbe fermata", racconta nel volume, "Volevano capire fino a
che punto la politica fosse in grado di reagire. Non lo era". In
questa testimonianza esclusiva, Gargani torna su molti fatti che
hanno segnato la politica italiana, riaccendendo il dibattito su
Tangentopoli e fornendo elementi e prospettive di analisi con un
obiettivo su tutti: concentrare l'attenzione sul cambiamento del
ruolo della magistratura nel nostro Paese, che ha assunto un
peso crescente fino a mettere in crisi l'equilibrio tra i poteri
dello Stato, fattore essenziale per la democrazia.
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