"Fino a poco tempo fa l'underwater
sembrava un tema un po' futuristico, ora è diventato un
macro-trend di dominio pubblico ed è chiaro a tutti che la
minaccia ormai viaggia sott'acqua". E' lo scenario delineato in
un'intervista a 'Il Sole 24 Ore' da Pierroberto Folgiero, ad e
dg di Fincantieri, all'indomani dell'acquisizione della linea di
business "Underwater Armaments & Systems" ("Uas") di Leonardo.
Folgiero parla di un "Polo tecnologico della subacquea" che
coordinerà "organizzativamente tutte le attività collegate
all'underwater e dovrà far lavorare insieme le nostre aziende
che hanno adiacenze e dovrà essere focalizzato sullo sviluppo
del business e dei prodotti" garantendo "nel breve e medio-lungo
termine, volumi, ricavi e margini significativi". Se finora "ci
siamo mossi secondo una strategia 'make or buy'", ha spiegato,
acquisendo "competenze e prodotti che avevamo in animo di avere
in 'casa', in parallelo ad alleanze nel settore", ora "quello
che manca dobbiamo realizzarlo da noi": è l'"underwater
management system, piattaforma che integra tutte queste tessere
e le fa comunicare tra loro e con la 'mothership', la nuova nave
di superficie su cui siamo già al lavoro".
Folgiero ha specificato che da oggi al 2027 Fincantieri ha
"opportunità commerciali per 20 miliardi", considerando Europa,
Africa e la
"forte focalizzazione" su Medio Oriente e Sud Est Asiatico "dove
c'è una grande spinta sulla spesa per la difesa navale". Ha
ricordato la joint venture con gli Emirati Arabi Uniti, i
rapporti con l'Arabia Saudita, che sarà "il quarto spender
mondiale su questo fronte" e "una serie di mercati specifici
particolarmente interessanti".
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